
Genere: dite la vostra, b movie
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Quante sono ancora le pagine non scritte sulla più giovane delle Arti? Quante le rivelazioni ancora celate, le intuizioni sepolte, le assonanze da scoprire? Una di queste, ad esempio, è rappresentata dal fil rouge che unisce Federico Fellini a Mario Bava. Proprio così: il Grande Ingannatore ed il Sommo Artigiano sono stati fra i pochi degni eredi di Georges Méliès e del suo fantasmagorico cinema dell’Affabulazione. Ciò che li differenzia è, senza dubbio, il rapporto col laghetto di Narciso: Fellini non ha smesso di specchiarvisi un nanosecondo, Bava vi si è soffermato giusto un attimo per spegnere la cicca della sigaretta…Perso nel proprio giardino d’infanzia, l’uno, così gravido di totemiche ombre; avvolto nei fumi multicolori della propria officina alchemica, l’altro; proprio così: Se il padre di Otto e mezzo tramuterà in Puro Cinema gli arabeschi Liberty del Flash Gordon di Alex Raymond ed i deliri floreali di Antonio Rubino e del suo Corriere dei Piccoli, il papà di Danza Macabra non si dimenticherà mai di essere un pittore, irrimediabilmente attratto dall’espressionismo più umbratile e dall’oltranzismo delle avanguardie.
Ne è fulgida dimostrazione questo La frusta e il corpo, un film che sembra un raccontino abortito di Carolina Invernizio. Un’opera talmente incongruente dal punto di vista narrativo da sfiorare sovente il ridicolo. O il sublime, come nei film più “liberi” di Powell & Pressburger: e proprio al pari dell’ineguagliabile coppia di anglosassoni dandy il Nostro crea una “stordente atmosfera da serra” (bellissima definzione di Emanuela Martini per Narciso Nero) allo scopo di annullare una brutta sceneggiatura per dedicarsi all’adorata arte del trompe-l’œil. Infatti La frusta e il corpo, con quei corpi affilati, da Morgue Metafisica, con i suoi “caligarismi” cromatici, ed il continuo sibilare del vento e dello scudiscio non è altro che l’omaggio di Bava al “gotico astratto” del grande Alberto Martini, il pittore italiano più inquieto (ed inquietante) del 20° secolo.
Questo è il commento lasciato da contenebbia sul post La Frusta E Il Corpo. Conoscendo la preparazione del nostro Carissimo Amico in materia cinematografica, in particolare sul "genere", abbiamo richiesto all'autore di consentirne la pubblicazione in un post celebrativo. Senza nemmeno far ricorso a pallottole d'argento, aglio, croci, paletti in legno e lampade solari (anche i cacciatori di emofagi si aggiornano), il celeberrimo Vampiro splinderiano ha concesso il suo assenso alla pubblicazione della scheda, redatta appositamente dal nobile fumoso per Nocturno. Grazie, Conte!
















Anno:
Scritto e diretto
Titolo:
Titolo Originale Le Mépris



