
Genere: cinema e politica
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In effetti Nello Santi affronta il Cinema con un’esperienza diversa dai colleghi, e riesce a entrare in sinergia e collaborazione con le “lune” dei registi più importanti.
Già, il delicato, complesso rapporto tra regista e produttore, da cui dipendono successi e insuccessi. E, al massimo della combinazione alchemica, la nascita di capolavori.
Anche in quest’ambito, Santi è, come l’amico Kezich dice: “una figura in contrasto, un po’ troppo garbata, un po’ troppo a metà fra il signore e il padrone” , che si muove in un Cinema in certo modo “artigianale” (e il Cinema italiano è ancora così), lontano dalle pianificazioni di stampo americano, dove “il prodotto” non può riservare sorprese, e come tale è individuato, pianificato, realizzato e commercializzato.
A Nello è sempre stata riconosciuta la prerogativa di rispettare profondamente, qualche volta persino a scapito dei risultati commerciali, l’autore e la sua opera, e ciò gli ha consentito di intrattenere ottimi rapporti con i registi che ha prodotto.
Fedele al proprio stile e alle proprie convinzioni, Nello Santi è riuscito a sottolineare i passi nascenti e importanti del Cinema italiano per decenni. Incapace di sottomettersi a ogni atto di prepotenza contro la libertà individuale, ogni suo film sa raccontare i valori di una nazione che ricostruiva la sua democrazia.
Il suo rapporto con la politica: non subisce mai le prepotenze politiche, da qualsiasi parte vengano. Semplicemente le ignora. E se ne accolla le conseguenze.
Franca
ATTENZIONE. Il brano riportato è composto da estratti da “Cinema, Oh Cinema!”, di Franca Santi Invernizzi, edito da fuoridallerotte. Tutti i diritti appartengono all’Editore.


















